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Tecnologie Assistive

Un’adeguata preparazione professionale è in generale necessaria per tutti gli operatori, ma lo è soprattutto in settori che mutano rapidamente. Gli operatori che si occupano professionalmente di dare risposte ai bisogni delle persone con disabilità, dovrebbero essere consapevoli delle opportunità offerte dalla tecnologia per sostenere e sviluppare l’autonomia dei propri utenti e la loro effettiva partecipazione ed inclusione sociale.

FORMAZIONE OPERATORI
Tecnologie appropriate e ben supportate possono cambiare la vita di una persona. Attualmente gli operatori necessitano di maggiore formazione per essere in grado di offrire il miglior supporto possibile alle persone con disabilità che sviluppano le proprie potenzialità tramite la tecnologia. L’aggiornamento delle proprie competenze è necessario per sostenere adeguatamente i delicati processi di cambiamento che l’uso della tecnologia comporta in tutti i contesti di vita degli utenti.


Possibili destinatari della formazione in AT
Un’ampia gamma di operatori professionali dell’ambito sanitario, educativo e dei servizi sociali è coinvolta nel supporto di utenti che usano o potrebbero utilizzare AT e quindi un programma di apprendimento non può trascurare i bisogni specifici delle diverse professionalità per cui è stato progettato. La formazione in AT potrebbe rivolgersi a:
• Fisioterapisti e terapisti occupazionali • Terapisti della neuropsicomotricità • Logopedisti • Educatori professionali • Pedagogisti e insegnanti • Ingegneri clinici e della riabilitazione • Psicologi • Medici e infermieri • Architetti e progettisti • Assistenti sociali • Tecnici informatici • Assistenti • Utilizzatori  di AT e loro familiari


Definizione di Assistive Technology (AT)
La tecnologia sta avanzando rapidamente e, come per il resto della società, il suo potenziale impatto sulla vita delle persone con disabilità può essere considerevole. Alla maggior parte delle persone la tecnologia facilita la vita, ampliando opportunità e possibilità di scelta. Per le persone con disabilità, invece, la tecnologia può rendere possibili attività della vita quotidiana che precedentemente erano impossibili.
L’Assistive Technology è stata definita in vari modi. Nell’ambito di questo Progetto viene adottata la seguente definizione:
“…un’ampia gamma di oggetti, servizi, strategie e pratiche ideate e applicate per ridurre i problemi incontrati dagli individui con disabilità.”
Gli ausili sono strumenti per aumentare l’autonomia funzionale di persone con disabilità. Essi vanno dai prodotti a bassa tecnologia, come specifiche impugnature per posate, alle strumentazioni ad alta tecnologia, come sistemi di comunicazione computerizzati, sistemi di accesso alternativo al computer o carrozzine elettroniche. In questi ausili, tra l’altro, le applicazioni tecnologiche sono sempre più precise, piccole, leggere ed economiche.
“L’obiettivo ultimo dell’AT è di contribuire all’effettivo miglioramento della vita delle persone con disabilità e delle persone anziane aiutando a superare e risolvere i loro problemi funzionali, riducendo la dipendenza dagli altri e contribuendo all’integrazione nelle loro famiglie e nella società.”
Questa definizione contiene diversi elementi importanti. Evidenzia il miglioramento delle capacità funzionali delle persone con disabilità come conseguenza diretta di un uso adeguato dell’AT e collega strettamente questo risultato al miglioramento della qualità della vita. Sottolinea inoltre l’importanza di individuare e rispondere ai bisogni specifici di ciascun singolo individuo e di valutare anche il contesto nel quale egli utilizzerà le soluzioni di AT. L’AT non riguarda soltanto la progettazione e l’individuazione degli ausili più adeguati ai bisogni e alle abilità di un utente. Richiede anche un’attenta considerazione di tutti i fattori che incidono su un utilizzo efficace dell’AT, compresi i processi di inserimento di un ausilio nella vita di un utente, la realizzazione dei necessari interventi di addestramento e formazione e la valutazione di efficacia, efficienza e qualità dei risultati ottenuti. Tali fattori sono essenziali per raggiungere un uso ottimale delle soluzioni di AT,siano esse singoli ausili o sistemi complessi.


L’approccio centrato sulla persona
Gli operatori che lavorano nel campo dell’AT dovrebbero essere preparati ad utilizzare un approccio centrato sulla persona nella valutazione e nella fornitura di supporto alle persone con disabilità. I programmi di apprendimento dovrebbero rispecchiare la complessità che ciò comporta. L’AT non riguarda soltanto gli oggetti progettati per risolvere problemi tecnici, ma soprattutto i bisogni e le richieste delle persone con disabilità che usano o vorrebbero usare ausili tecnologici per svolgere particolari attività o occupazioni. Il contesto e gli ambienti fisici e sociali in cui queste attività hanno luogo devono essere valutati attentamente perché nel tempo sono soggetti a trasformazioni. I fattori che dovrebbero essere tenuti in considerazione sono, ad esempio, le aspettative dell’utente, la qualità della vita, il contesto familiare (come le pratiche di cura, la quotidianità, le risorse economiche), i bisogni educativi o lavorativi, la configurazione fisica di tutti gli ambienti di vita dell’utente, ecc. L’attenzione a questi fattori è importante in quanto l’ausilio può incidere sulla qualità della vita della famiglia così come su quella dell’utente. Inoltre va ricordato che una soluzione di AT appropriata per un contesto non deve causare difficoltà in altri contesti. Se gli operatori non valutano adeguatamente tutti questi elementi l’efficacia delle soluzioni e il rapporto costi-risultati ne risentirà e i risultati desiderati per l’utente potrebbero non essere raggiunti.


Principi fondamentali di AT
Per ottenere i migliori risultati negli interventi di AT è necessario tenere in considerazione alcuni principi base. Tutti i formatori dovrebbero tenere presente questi principi quando progettano e realizzano interventi formativi. Inoltre è importante verificare in che modo il programma di apprendimento riflette questi principi: ad esempio se sono stati formulati uno o più risultati specifici di apprendimento relativamente ad uno o più principi fondamentali, anche in modo indiretto. In alternativa è possibile che i principi base influenzino la struttura e il contenuto del corso senza che sia formulato un risultato di apprendimento specifico relativo ad essi. Ciò dipenderà dai bisogni di apprendimento dei partecipanti e dalla struttura specificamente progettata per il corso. I seguenti principi dovrebbero costituire la base concettuale di ogni programma di apprendimento in AT:
• L’utente e le sue persone di riferimento (famiglia, amici,) devono costituire il centro di tutte le valutazioni, dell’attività di supporto e di training con lo scopo di massimizzare la sua autonomia e partecipazione.
• Nella ricerca delle soluzioni più appropriate dovrebbero essere coinvolte più persone (inclusi l’utente e le persone per lui più significative). L’individuazione di queste persone dipenderà dai bisogni dell’utente.
• Devono essere presi in considerazione fattori legati ai bisogni dell’utente, al contesto, e agli ambienti di vita dell’utente in cui verranno utilizzate le soluzioni di AT (adozione di un approccio globale).
• Durante la valutazione e l’attività di supporto occorre considerare gli atteggiamenti e le aspettative dell’utente e delle persone per lui significative.
• La valutazione, il supporto e la formazione agli utenti con bisogni complessi deve essere svolta da un team multiprofessionale
• L’AT dovrebbe essere considerata come uno strumento e non un fine. Il modo in cui viene utilizzata la tecnologia è più importante della tecnologia stessa. In alcune situazioni l’AT potrebbe non costituire una soluzione valida per le esigenze di autonomia.
Gli operatori dovrebbero essere consapevoli dell’importanza dell’apprendimento permanente per se stessi, per chi utilizza l’AT e per le sue persone di riferimento.
• L’operatore che si occupa della consulenza e del supporto in AT ha una precisa responsabilità nella gestione delle aspettative dell’utente, nella promozione della sua autonomia e nell’attenzione a non rinforzare la sua dipendenza.
• Chi si forma in AT dovrebbe avere una chiara consapevolezza dell’importanza dei temi riguardanti la salute, l’educazione, gli aspetti tecnici e sociali legati all’uso di AT.


Aree di bisogno formativo
Le aree di bisogno formativo possono includere:
Funzioni e strutture corporee

– Per esempio: situazione clinica, movimento e posture, posture e seduta, funzioni cognitive come memoria, percezione, ecc.
Attività

– Per esempio: supporto delle abilità operative (es. come azionare un particolare sistema), personalizzazione di un dispositivo, valutazione dell'accessibilità di un ambiente, valutazione e indicazioni di ausili.
Partecipazione

– Per esempio: supporto all’uso funzionale delle tecnologie assistive, comprensione delle motivazioni dell’utilizzatore di AT per la comunicazione e dei suoi interlocutori, sviluppo del senso di padronanza.


Destinatari e bisogni formativi
Come spiegato precedentemente, alla base di ciascun evento formativo dovrebbe esserci una chiara definizione dei destinatari ed una solida analisi dei loro bisogni. Un programma di apprendimento può focalizzarsi su un’area specifica di AT (per es. comunicazione, accesso al pc, controllo ambiente), sull’uso di AT in un ambito specifico, o su una combinazione di questi elementi (per es. ausili per la comunicazione a scuola). I programmi di apprendimento possono affrontare pochi temi, oppure molti, in relazione non soltanto ai bisogni formativi, ma anche al tempo e alle risorse disponibili.


Pubblicato in Inglese, Italiano e Neerlandese
con il contributo della Commissione europea – Programma Leonardo da Vinci
Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea.
L'autore è il solo responsabile di questa pubblicazione e la Commissione declina ogni responsabilità sull'uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.
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